Momographica

Un piatto di fiori

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Ritorno da una settimana particolarmente intensa in fatto di impegni lavorativi e trasferte,condita con un caldo assolutamente insopportabile.Mi sono accorta che non avevo ancora speso due parole a proposito della mia ultima mostra fotografica ,organizzata più di un mese fa presso un suggestivo evento floreale della provincia. Barbara ne ha parlato qui.

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Non desidero dilungarmi sull’importanza della faccenda ,su quanto fossi emozionata,su quanto quella sia stata una settimana ricolma di sfortune di ogni tipo o sul fatto che mi sia chiusa un paio di dita nel pregevole tavolino pieghevole da campeggio acquistato apposta per l’occasione.Quello che mi preme di condividere con voi è quanto sia stato coinvolgente allestire e presentare una mostra in un contesto dove le arti non erano il tema principale,ma facevano di contorno a tematiche quotidiane,rivolte a un pubblico che di fotografia forse non sapeva nulla ma che è riuscito egualmente a lasciarsi coinvolgere a suo modo in una maniera del tutto inaspettata. Ma procediamo con ordine.Accogliendo il gentile invito di Loretta , Vanessa, Isabella ed io abbiamo deciso di cogliere questa occasione per iniziare una prima collaborazione tutta al femminile. Ho presentato una serie di scatti nei quali ho deciso di inserire fiori freschi e rigorosamente commestibili in un contesto culinario,creando alcune piccole scenografie dove il fiore veniva presentato come ingrediente principale,in chiave ironica e rigorosamente still-life.

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All’inizio di ogni mostra preparo sempre un quaderno nel quale i visitatori possano lasciare indisturbati un commento o una critica a proposito dei miei lavori, cosa non solo gradita ma addirittura fondamentale per chi fa un lavoro come il mio.Alla fine di due intense giornate il quaderno si era riempito di commenti freschi e spontanei,nei quali i visitatori avevano messo a nudo le loro sensazioni davanti ai miei scatti, condividendo le loro emozioni in assoluta trasparenza.

Conosco molti creativi che temono il confronto con l’esterno,il giudizio degli altri.Non li biasimo,io stessa per alcuni anni ho condiviso gli stessi sentimenti di insicurezza. Poi la vita,l’esperienza e alcune persone mi hanno insegnato che per un creativo il confronto non è solo qualcosa di inevitabile,ma addirittura qualcosa di prezioso perché ci permette di crescere professionalmente,di aprire la mente e di connetterci a questo meraviglioso pianeta chiamato creatività.

 

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4 risposte a "Un piatto di fiori"

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