Momographica

Nota di Servizio

Buonasera a tutti i miei lettori.
A causa di alcuni problemi tecnici,questo spazio chiude momentaneamente i battenti,per ritornare tra circa un paio di settimane (il tempo di sistemare tutto).Sarete prontamente avvisati del nostro ritorno e il contenuto sino ad ora postato sarà riproposto nel nuovo blog,aggiornato.

Grazie per la vostra attenzione! A presto!

Vite Creative

Nateolius Photography

Da oggi questo blog inizierà ad ospitare una serie di piccole interviste dedicate ad alcuni creativi che la sottoscritta ha avuto il piacere d’incontrare personalmente e dai quali ha potuto trarre grande ispirazione. Si parlerà con loro di arte, design,fotografia e scrittura, di creatività ed ispirazione. Iniziamo a percorrere questo sentiero con Matteo Nassini, in arte Nateolius, giovanissimo fotografo bresciano che, a soli sedici anni, è autore di intriganti scatti naturalistici e molto altro. Procediamo con la nostra intervista!

Ciao Matteo, grazie per esserti prestato a questa intervista. Sei di sicuro il fotografo più giovane che è comparso su queste pagine,almeno per ora! Raccontaci, come ti sei avvicinato alla fotografia?

Grazie Barbara, è un onore per me.
Innanzitutto devo dire che nella mia famiglia la fotografia é sempre stata presente: già mio bisnonno era un grande appassionato, così come mio nonno e suo fratello. Per questo motivo, quando ero piccolo,durante l’estate eravamo soliti riunirci in giardino, dove mio nonno proiettava su un telo bianco decine e decine di diapositive contenenti fotografie scattate da lui. Perciò, appena ebbi a disposizione una piccola fotocamera digitale, colsi subito l’occasione per divertirmi a scattare, e nel frattempo, pensai che anch’io avrei potuto ottenere delle immagini come quelle che vedevo in televisione o da mio nonno.

C’è qualche artista che ispira le tue opere?
Ci sono sicuramente vari artisti dei quali ammiro i lavori, come James Yeung, Andrew Steele, Donca 66, ma a dir la verità la mia ispirazione é la mia sensibilità. Quando scatto una fotografia, il mio obiettivo é quello di ritrarne la bellezza che mi ha colpito per poterla valorizzare e condividere con gli altri.

Quando mi hai mostrato i tuoi scatti, sono rimasta affascinata dalle tue fotografie di fiori. Che obiettivo usi per immortalarli?

Al momento uso un semplice Canon EF-S 18-55mm 1:3.5-5.6 II. Ho in programma di aggiornare il mio corredo appena ne avrò la possibilità.

Dal tuo portfolio si intuisce che ritrai diversi tipi di soggetti. Vi è un tipo di fotografia che prediligi?

Indubbiamente quella naturalistica, e in particolare macro. É molto stimolante per me catturare i dettagli per offrire un punto di vista diverso dal solito. Anche la paesaggistica mi affascina, ma dato che il mio obiettivo, come ho detto prima, é riuscire a cogliere il bello, non ho una tipologia che prediligo in assoluto.

Mi raccontarvi di aver partecipato ad una mostra. Vuoi raccontare ai nostri lettori di questa avventura?

Certamente. A quel tempo ero all’interno di un forum per appassionati di fotografia; qui un locale di Roma aveva dato la propria disponibilità per organizzare una mostra fotografica a tema libero a cui ogni utente poteva partecipare. Io avevo qualche anno in meno, e pertanto non avrei potuto pagare le spese di stampa e spedizione, ma la community del forum si era proposta di offrirmele, in un gesto davvero gentilissimo. Sebbene non sia riuscito a vedere la mostra dal vivo per via della lontananza, questa esperienza mi ha fatto sentire importante, e mi ha senza dubbio incentivato a continuare a fotografare.

Per concludere: hai qualche consiglio da dare agli aspiranti fotografi?

Non soffermatevi troppo sull’aspetto tecnico: é importante per controllare il mezzo con cui state scattando, ma sbilanciarsi eccessivamente sulla tecnica rischia di distogliervi dal vero scopo della fotografia. Per quanto un’immagine sia perfetta, se non é altro che una dimostrazione di abilità fine a se stessa perde valore e significato!

Cose da blogger

Come Uccidere Un Blog

Non tutti sanno che uccidere un blog è estremamente semplice. Bastano pochi e semplici accorgimenti per far scappare il proprio pubblico a gambe levate. Da quando sono entrata nello scintillante mondo dei blog, vedo spesso dispensare consigli su come aumentare la propria audience o su come rendersi più interessanti. Meno spesso sento discutere di cosa non si dovrebbe fare dentro ad un blog. Di cosa sto parlando?

Negatività

Sarà capitato anche a voi di incappare in qualche blogger che usava il proprio spazio per sfogare la sua frustrazione contro il prossimo o per lamentarsi con il mondo di quanto fosse brutta la vita.Di fronte a certe cose la mia prima reazione è stata quella di scappare a gambe levate.
Per quanto apprezzi una certa ironia nell’affrontare le cose, credo che il blog sia uno spazio che debba trasmettere positività. Questo non significa che non si debba riflettere su argomenti delicati o anche un poco scomodi, ma che ricoprire i propri lettori di continue e sterili lamentele possa tornare gravoso alla salute del blogger, del blog e dei lettori, i quali puntualmente fuggono verso lidi più solari.

Ignorare la Netiquette

Signore e signori, diciamolo: anche sulla rete selvaggia esiste un codice di comportamento. Tralasciando quegli individui che della maleducazione su Internet ne hanno fatto un mestiere, l’utente medio dovrebbe comportarsi con educazione e rispetto verso Il blogger e tutti gli altri lettori. Dovrebbe anche ricordarsi qualche volta che lo spazio dei commenti viene messo a disposizione dei lettori per poter esprimere la propria opinione, non per utilizzarlo senza scrupoli in guisa di bacheca pubblicitaria. Se siete desiderosi di conoscere quali atteggiamenti è bene tenere o meno all’interno di un blog,leggete qui.

 Fingersi qualcun altro

Quando vivevo a Torino avevo una coinquilina che impazziva per la serie televisiva di Jerod il camaleonte. Se fingersi qualcun altro in una serie televisiva può apparire seducente, farlo su un blog risulta davvero triste. Mi è stato insegnato che la chiave per un blog vincente è sapersi proporre con originalità e individualità. In effetti, tra i blog che seguo, i migliori sembrano essere proprio quelli dove i loro autori, attraverso sacrificio e duro lavoro, sono riusciti a creare una propria unicità, nel modo di scrivere, nel modo di concepire il post, nel modo di affrontare gli argomenti. Se dovessi descrivere il tutto con un aggettivo, genuini. Purtroppo sono incappata in altrettanti blogs dove gli autori cercavano di ricopiare lo stile di chi credevano estremamente popolare, creando qualcosa di fastidiosamente finto. Cercate di essere voi stessi,ognuno di noi ha sempre qualcosa di unico ed irripetibile da donare al prossimo che non può essere copiato.

Questi sono, né più né meno, gli atteggiamenti che considero nocivi per un blog quasi quanto un’arma di distruzione di massa. Lasciando la parola a voi lettori, quali sono gli atteggiamenti negativi all’interno di un blog che vi disturbano di più? Aiutatemi a completare questa collezione.

Io e il Giappone

La Storia Di Una Mangaka Tedesca In Giappone

Di recente é uscita una serie speciale,curata da NHK, chiamata Japanophilies, dove i protagonisti sono degli occidentali che hanno trovato la propria fortuna in Giappone.Ieri sera sono riuscita a rimettermi in pari con gli episodi e ho scoperto una persona decisamente interessante, un’artista tedesca di manga che dal 2006 vive e lavora a Sapporo, in Hokkaido, come mangaka professionista. Questa ragazza si chiama Carolin Eckhardt.

In questo episodio Carolin ci racconta della sua scelta. Il suo discorso ci mette di fronte  ad una visione realistica delle difficoltà che un occidentale si trova a dover affrontare quando decide di introdursi nell’ambiente lavorativo giapponese, in particolare quello del fumetto, altamente competitivo. Capitandomi molto spesso di incontrare persone che sognano da una vita di recarsi in Giappone e diventare dei mangaka, non ho potuto fare a meno di pensare a loro.

Una curiosità: questa ragazza ha trovato il suo successo proponendo una storia in un certo senso autobiografica, che parla di una giovane donna tedesca , sposata ad un uomo giapponese, la quale si ritrova ad affrontare tutte le problematiche del caso. La sua opera si chiama 奥さまGuten Tag! (Oku-sama Guten Tag, traducibile con qualcosa come buongiorno moglie!) e viene pubblicata da Shueisha. Il primo volume è reperibile su Amazon Japan in lingua giapponese. Non resta che sperare in una prossima pubblicazione almeno in lingua inglese.

Vita da creativi

E’ una questione di penna a sfera

Oggi vi parlo di un oggetto con il quale ho sempre avuto un rapporto conflittuale fin da piccina:la penna biro.

Tate Ballpen

La leggendaria Tate ballpen

I miei primi anni scolastici sono caratterizzati da un’infinità di ricordi di penne stilografiche,inchiostro nero e grembiuli macchiati.La famigerata penna a sfera è entrata relativamente tardi nella mia vita,verso il primo anno di scuola media.Da allora la mia vita studentesca è stata un continuo pellegrinare alla ricerca della penna perfetta,perché ci sono tante cose a proposito di molte biro che non mi vanno giù. Confesso di provare considerevole fastidio per cose di poco conto, come quelle piccole sbavature lasciate dall’inchiostro di una penna,anche se probabilmente suona ipocrita affermato da qualcuno che ha speso gli inizi della sua carriera scolastica tra i getti d’inchiostro di una stilografica.Comunque,a causa di questa mia piccola mania,oggi possiedo una discreta collezione di penne a sfera,alcune regalate,alcune acquistate durante i miei viaggi,che custodisco gelosamente in un cassetto del mio ufficio. Ma quali sono queste penne?

Tate Ballpen

Lei è la migliore.Scoperta durante la mia prima visita alla Tate Gallery di Londra e acquistata su consiglio di un’amica la quale,essendo mancina e stufa di macchiare fogli,aveva provato questa penna e l’aveva promossa a pieni voti. La prima Tate Ballpen della mia vita è stata viola e mi ha accompagnato in ogni dove. Dopo la sua dipartita ho iniziato ad andare in crisi d’astinenza e ne ho acquistate quattro dallo shop, tre gialle e una arancione.

Staedtler

In particolare questo modello. Ne conservo un mazzo di vari colori,mi piace che i miei appunti siano scritti con colori diversi.

Penna Gel di Muji

Io amo la cartoleria di Muji e non potevo che amare questa penna.Mi piace che sia maneggevole,che non macchi (almeno, io con questa non macchio)e che sia proposta in così tanti colori.

 

E voi che mi dite? Che penna tenete vicino al vostro cuore?

Vita da creativi

Speciale iPhoneography

Istruzioni per l’uso: nel mio vecchio blog avevo già scritto un articolo al riguardo ma dopo alcuni mesi di sperimentazioni, app abbandonate e ritrovate, ho deciso di riproporne una versione più aggiornata. 

Circa un anno fa sono diventata orgogliosa detentrice di un i-Phone 5. Alcuni giorni prima il mio precedente cellulare mi aveva dato un benservito con i fiocchi dopo anni di onorevole servizio e così mi sono lasciata convincere da amici e parenti ad interrompere il mio record personale di cellulari con fotocamere brutte,investendo qualche soldino in qualcosa di più versatile. Dopo alcune settimane di tasti schiacciati quasi a caso, ho raggiunto un rapporto non troppo negativo con l’oggetto in questione e ho iniziato a esplorare le sue possibilità. E’ stato così che ho scoperto un nuovo modo di considerare la fotografia.

Per chi non lo sapesseiPhoneography è l’arte di creare opere fotografiche avvalendosi di un iPhone. Gli scatti vengono realizzati,elaborati e condivisi unicamente tramite questo medium.Navigando in rete ho trovato questo bel documentario (in inglese!) sull’argomento. Vi consiglio di darci una sbirciatina.

Molti blogger di mia conoscenza hanno palesato un vivo interesse per questo nuovo modo di fotografare. In effetti è impossibile negarne la versatilità e la comodità, anche grazie alle centinaia di app che  ti permettono di realizzare risultati davvero gradevoli. Con Agosto alle porte molti di voi staranno trascorrendo piacevoli vacanze in posti meravigliosi e spesso è in queste situazioni che ci si sente ispirati a realizzare qualche scatto particolarmente creativo. Per questo oggi desidero condividere una breve (ma intensa!) lista di app che potrebbero aiutarvi nel vostro intento.E se vi state chiedendo dove trovare la mia iPhoneography,questa pagina vi svelerà ogni cosa.

Per Scattare

Camera+ : quando realizzo i miei scatti, non uso mai direttamente la fotocamera ma mi avvalgo di quest’interessante applicazione che permette di controllare l’esposizione, l’apertura e il bilanciamento del bianco. Mi piace avere le cose sotto controllo.

Camera Awesome: quest’applicazione è davvero molto simile alla precedente ma fornisce delle ottime griglie guida per la composizione, quindi la utilizzo spesso per i paesaggi.

Per Editare

Adobe Photoshop Touch : E’ esattamente quello che sembra: un Photoshop per iPhone. Per un app ha un costo piuttosto elevato (quasi 9 €) ma sono stati soldi ben spesi,infatti è una delle applicazioni che utilizzo di più. Davvero completo!

After Light :un programmino davvero eccellente,apprezzo in particolari modo la sua ricca collezione di filtri e cornici.

Fotor : un’applicazione adatta a creare collage fotografici.

iColorama :indispensabile per gli artisti.

Moldiv : la mia applicazione preferita per la creazione di collage fotografici, permette di aggiungere del testo. Inoltre è gratuita.

Tadaa : ottimo photo editor gratuito.

Per Condividere

Qui arriviamo a un tasto dolente,infatti la sottoscritta condivide unicamente tramite Instagram o Twitter. Avete qualche consiglio al riguardo?

Io e il Giappone

Parigi per Giapponofili

Istruzioni per l’uso: nonostante questo non sia un blog di cucina o turismo, ho preso la decisione di andare un poco fuori tema e condividere con voi un pezzo importante della mia fantastica esperienza nipponica in terra francese. Infatti poche persone sono a conoscenza di questo piccolo angolo di Giappone, situato nel centro della capitale francese, dove è possibile trovare perfino libri giapponesi di arte e design a prezzi stracciati. Buona lettura.

Hello Recipe Asian Supermarket

Sapevate che nel cuore di Parigi c’é una piccola Tokyo?
Un paio di anni fa ho scoperto un delizioso quartiere collocato tra il Louvre e l’Opera Garnier , colmo di librerie, supermercati e ristoranti giapponesi, una vera mecca per ogni “giapponofilo” che si rispetti. Per la sottoscritta è ormai diventata una tappa fissa ogni volta che si reca nell’incantevole capitale francese perché, sorprendentemente, si possono fare ottimi affari.Raggiungere questo quartiere è piuttosto semplice. E’ sufficiente percorrere Rue de Pyramides, tenendosi alle spalle la scintillante Giovanna D’Arco dorata e, dopo un piccolo incastro di traverse, si arriva nella zona di Rue St.Anne. Esattamente qui .
C’è chi in questo quartiere si reca per mangiare autentica cucina giapponese, come ci spiega quest’ottimo articolo. Per me la Little Tokyo di Parigi è un posto speciale, nella quale passo di solito qualche ora alla ricerca di materiale per i miei lavori e qualche occasione.

Curry Pan e Matcha Latte da Aki

Inizierò a parlare delle librerie. Infatti la visita a questo quartiere si apre con una delle più grandi librerie giapponesi della città, nota sotto il nome di Junku. Al piano terra trovate quintali di romanzi giapponesi, riviste, libri d’arte e design, saggi di formazione suddivisi per tematica. Al piano interrato c’é una splendida sezione di fumetti, originali ed in edizione francese, riviste d’animazione, materiale artistico, carta origami e chi più ne ha più ne metta. Non è una libreria particolarmente economica ma ha una ricca varietà di materiale e occasioni interessanti. I prezzi possono essere consultati grazie alle tabelle esposte lungo gli scaffali, dove viene segnato il prezzo in Yen e il suo corrispettivo in moneta locale.

Per i più risparmiatori o semplicemente per chi è a caccia di occasioni, suggerisco una capatina da Book-Off. Si tratta di una catena di librerie di seconda mano dove è possibile trovare a prezzi stracciati non solo libri, fumetti e riviste giapponesi ma anche film d’autore, serie televisive e CD musicali, il tutto rigorosamente made in Japan.

Per chi fosse a caccia di ingredienti, in zona ci sono un paio di supermercati molto forniti ma quello che consiglio è sicuramente quello coreano sulla Rue Saint Anne, dove in vetrina appare la scritta Hello Recipe (anche se non mi è chiaro se quello sia il nome del supermercato). Nonostante sia coreano, è provvisto di una ricca selezione di ingredienti giapponesi, inclusa frutta, verdura e gelato al tè verde. Infine, se vi trovate da quelle parti per l’ora di colazione o per il pranzo, consiglio una capatina alla meravigliosa Aki Boulanger. Se non siete mai stati in Giappone, qui avrete la possibilità di provare molte prelibatezze delle panetterie giapponesi che appaiono anche nei manga, come lo yakisoba pan, il melon pan o il kare pan.

E con questo articolo metto la parola fine alle avventure di Parigi, rimandandovi alla prossima settimana ad una mezza dozzina di recensioni di libri molto interessanti sulle quali sono riuscita a mettere le mani. Auguro a tutti un buon fine settimana!

Io e il Giappone

Japan Expo: Kawaii Area + Fashion

Eccoci al secondo capitolo di questa fantastica esperienza nipponica in terra di Francia. Ma perché andare in Francia per riscoprire il Giappone, vi chiederete voi? Perché è proprio nella capitale francese che ogni estate si svolge una delle più importanti manifestazioni dedicate alla cultura giapponese. Si chiama Japan Expo.
Quest’evento attira milioni di visitatori da ogni parte del globo e per merito del suo ricco programma è ormai una tappa obbligatoria sulla mia tabella di marcia. Al contrario di molti appuntamenti nostrani dedicati agli otaku, Japan Expo esplora ogni aspetto della cultura tradizionale e contemporanea giapponese, cosa più unica che rara quando, come me,si vive in una nazione dove le fiere a tematica giapponese si limitano fin troppo spesso a manga, cosplay e videogame. Ma cosa aspettarsi da questa manifestazione?

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Come ho già ribadito in precedenza, Japan Expo ne ha per tutti i gusti.Questo significa che anche gli appassionati di cultura giapponese tradizionale, di musica, di teatro o addirittura di moda troveranno pane per i loro denti. Infatti, pur non ritenendomi particolarmente modaiola,  una delle sezioni che ogni volta apprezzo è proprio quella dedicata al fashion made in Japan,con la sua bella carrellata di sfilate e incontri con autorevoli ospiti del settore. Ogni volta numerosi brands e designers arrivano in visita dal Giappone per esporre i loro prodotti,dando la possibilità ai visitatori di visionare e ,perché no, acquistare le ultime tendenze di Harajuku. Deliziosa new entry di quest’anno è stata l‘area kawaii, una sezione speciale dedicata a tutto ciò che è carino, tra conferenze con celebri modelle e produttori delle riviste più in voga nel panorama della moda giovanile giapponese. L’area era ben organizzata, con un ricco programma d’incontri e piccole sfilate e la possibilità di scattare (e scattarsi) qualche foto con ospiti e mascotte. Vista la mia passione per i personaggi giapponesi, non potevo certo perdermela!

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La vostra inviata speciale ha dovuto munirsi di santa pazienza e affrontare l’incredibile folla, spintonata dalle troupes televisive, per scattare qualcosa di decente. Se vi state chiedendo cosa è quella cosa gialla, leggete qui.

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E si, ho costretto la mia accompagnatrice, Sakumo, a posare per una foto con la modella Anna Yano. Non sono carine?

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Devo ammettere che quest’area, anche se di modeste dimensioni, è stata una meravigliosa esperienza. Era molto colorata e allegra (cosa che non guasta mai!), piena di ragazze e ragazzi con abiti e pettinature divertenti e creative. Un vero toccasana per la creatività! E poi perché i giapponesi sono così terribilmente fotogenici anche con uno scolapasta in testa? Che ingiustizia!

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Una menzione speciale va alle deliziose visitatrici che si aggiravano in abiti coordinati tra gli stand. Le pettinature erano adorabili.

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Lo so, vi sto raccontando questa avventura a ritroso e forse avrei dovuto partire con un articolo introduttivo ma non vedevo l’ora di servirvi su un piatto d’argento i particolari più gustosi. Sono una persona impaziente. A presto con i nuovi aggiornamenti!