Io e il Giappone

Parigi per Giapponofili

Istruzioni per l’uso: nonostante questo non sia un blog di cucina o turismo, ho preso la decisione di andare un poco fuori tema e condividere con voi un pezzo importante della mia fantastica esperienza nipponica in terra francese. Infatti poche persone sono a conoscenza di questo piccolo angolo di Giappone, situato nel centro della capitale francese, dove è possibile trovare perfino libri giapponesi di arte e design a prezzi stracciati. Buona lettura.

Il mio supermercato asiatico preferito

Il mio supermercato asiatico preferito

Sapevate che nel cuore di Parigi c’é una piccola Tokyo?
Un paio di anni fa ho scoperto un delizioso quartiere collocato tra il Louvre e l’Opera Garnier , colmo di librerie, supermercati e ristoranti giapponesi, una vera mecca per ogni “giapponofilo” che si rispetti. Per la sottoscritta è ormai diventata una tappa fissa ogni volta che si reca nell’incantevole capitale francese perché, sorprendentemente, si possono fare ottimi affari.Raggiungere questo quartiere è piuttosto semplice. E’ sufficiente percorrere Rue de Pyramides, tenendosi alle spalle la scintillante Giovanna D’Arco dorata e, dopo un piccolo incastro di traverse, si arriva nella zona di Rue St.Anne. Esattamente qui .
C’è chi in questo quartiere si reca per mangiare autentica cucina giapponese, come ci spiega quest’ottimo articolo. Per me la Little Tokyo di Parigi è un posto speciale, nella quale passo di solito qualche ora alla ricerca di materiale per i miei lavori e qualche occasione.

Curry Pan e Matcha Latte da Aki

Curry Pan e Matcha Latte da Aki

Inizierò a parlare delle librerie. Infatti la visita a questo quartiere si apre con una delle più grandi librerie giapponesi della città, nota sotto il nome di Junku. Al piano terra trovate quintali di romanzi giapponesi, riviste, libri d’arte e design, saggi di formazione suddivisi per tematica. Al piano interrato c’é una splendida sezione di fumetti, originali ed in edizione francese, riviste d’animazione, materiale artistico, carta origami e chi più ne ha più ne metta. Non è una libreria particolarmente economica ma ha una ricca varietà di materiale e occasioni interessanti. I prezzi possono essere consultati grazie alle tabelle esposte lungo gli scaffali, dove viene segnato il prezzo in Yen e il suo corrispettivo in moneta locale.

Per i più risparmiatori o semplicemente per chi è a caccia di occasioni, suggerisco una capatina da Book-Off. Si tratta di una catena di librerie di seconda mano dove è possibile trovare a prezzi stracciati non solo libri, fumetti e riviste giapponesi ma anche film d’autore, serie televisive e CD musicali, il tutto rigorosamente made in Japan.

Per chi fosse a caccia di ingredienti, in zona ci sono un paio di supermercati molto forniti ma quello che consiglio è sicuramente quello coreano sulla Rue Saint Anne, dove in vetrina appare la scritta Hello Recipe (anche se non mi è chiaro se quello sia il nome del supermercato). Nonostante sia coreano, è provvisto di una ricca selezione di ingredienti giapponesi, inclusa frutta, verdura e gelato al tè verde. Infine, se vi trovate da quelle parti per l’ora di colazione o per il pranzo, consiglio una capatina alla meravigliosa Aki Boulanger. Se non siete mai stati in Giappone, qui avrete la possibilità di provare molte prelibatezze delle panetterie giapponesi che appaiono anche nei manga, come lo yakisoba pan, il melon pan o il kare pan.

E con questo articolo metto la parola fine alle avventure di Parigi, rimandandovi alla prossima settimana ad una mezza dozzina di recensioni di libri molto interessanti sulle quali sono riuscita a mettere le mani. Auguro a tutti un buon fine settimana!

Io e il Giappone

Japan Expo: Kawaii Area + Fashion

Eccoci al secondo capitolo di questa fantastica esperienza nipponica in terra di Francia. Ma perché andare in Francia per riscoprire il Giappone, vi chiederete voi? Perché è proprio nella capitale francese che ogni estate si svolge una delle più importanti manifestazioni dedicate alla cultura giapponese. Si chiama Japan Expo.
Quest’evento attira milioni di visitatori da ogni parte del globo e per merito del suo ricco programma è ormai una tappa obbligatoria sulla mia tabella di marcia. Al contrario di molti appuntamenti nostrani dedicati agli otaku, Japan Expo esplora ogni aspetto della cultura tradizionale e contemporanea giapponese, cosa più unica che rara quando, come me,si vive in una nazione dove le fiere a tematica giapponese si limitano fin troppo spesso a manga, cosplay e videogame. Ma cosa aspettarsi da questa manifestazione?

JE2014_kawaii06

Le deliziose commesse di neb aaran do.

Come ho già ribadito in precedenza, Japan Expo ne ha per tutti i gusti.Questo significa che anche gli appassionati di cultura giapponese tradizionale, di musica, di teatro o addirittura di moda troveranno pane per i loro denti. Infatti, pur non ritenendomi particolarmente modaiola,  una delle sezioni che ogni volta apprezzo è proprio quella dedicata al fashion made in Japan,con la sua bella carrellata di sfilate e incontri con autorevoli ospiti del settore. Ogni volta numerosi brands e designers arrivano in visita dal Giappone per esporre i loro prodotti,dando la possibilità ai visitatori di visionare e ,perché no, acquistare le ultime tendenze di Harajuku. Deliziosa new entry di quest’anno è stata l‘area kawaii, una sezione speciale dedicata a tutto ciò che è carino, tra conferenze con celebri modelle e produttori delle riviste più in voga nel panorama della moda giovanile giapponese. L’area era ben organizzata, con un ricco programma d’incontri e piccole sfilate e la possibilità di scattare (e scattarsi) qualche foto con ospiti e mascotte. Vista la mia passione per i personaggi giapponesi, non potevo certo perdermela!

JE2014_kawaii02

Il produttore di Kera e la celebre modella Anna Yano

La vostra inviata speciale ha dovuto munirsi di santa pazienza e affrontare l’incredibile folla, spintonata dalle troupes televisive, per scattare qualcosa di decente. Se vi state chiedendo cosa è quella cosa gialla, leggete qui.

JE2014_kawaii03

Yagaginagi & Funassyi

E si, ho costretto la mia accompagnatrice, Sakumo, a posare per una foto con Anna Yano. Non sono carine?

JE2014_kawaii05

Delizioso quel cappello!

Devo ammettere che quest’area, anche se di modeste dimensioni, è stata una meravigliosa esperienza. Era molto colorata e allegra (cosa che non guasta mai!), piena di ragazze e ragazzi con abiti e pettinature divertenti e creative. Un vero toccasana per la creatività! E poi perché i giapponesi sono così terribilmente fotogenici anche con uno scolapasta in testa? Che ingiustizia!

JE2014_kawaii07

Giovani modelle alla riscossa.

Una menzione speciale va alle deliziose visitatrici che si aggiravano in abiti coordinati tra gli stand. Le pettinature erano adorabili.

JE2014-kawaii01

Visitatrici alla moda

Lo so, vi sto raccontando questa avventura a ritroso e forse avrei dovuto partire con un articolo introduttivo ma non vedevo l’ora di servirvi su un piatto d’argento i particolari più gustosi. Sono una persona impaziente. A presto con i nuovi aggiornamenti!

Io e il Giappone

Japan Expo : I Cosplayers

Il primo aggiornamento dopo una lunga settimana,siete contenti? Durante il viaggio di ritorno ho cercato di dare un senso alle mie avventure parigine e devo dire che non è stato facile. Il Japan Expo,in particolare modo, è stata una magnifica esperienza di due giorni ricchi di opportunità ,sorprese e aneddoti, la quale merita di sicuro almeno un paio di post. Ho deciso di iniziare con un piccolo showcase di  cosplayers che mi è capitato di incontrare durante la mia visita a quest’evento,in modo da intrattenervi mentre cerco di riassumere in un paio di articoli dalla lunghezza ragguardevole circa un migliaio d’informazioni.

Vi rimando a lunedì con grossi, grassi aggiornamenti e vi auguro un buon fine settimana!

Kumamon VS Vegeta

Kumamon VS Vegeta

Taiga da Toradora

Taiga da Toradora

Esther da Trinity Blood

Esther da Trinity Blood

Eren da Attack On Titan

Eren da Attack On Titan

Levi da Attack On Titan

Levi da Attack On Titan

Kougyoku Ren da Magi

Kougyoku Ren da Magi

Peter e Wendy da Peter Pan

Peter e Wendy da Peter Pan

Okita e Hijitaka da Hakuoki

Okita e Hijitaka da Hakuoki

Cose da blogger

7 Semplici Tutorials Per WordPress Bloggers

Questo venerdì parto per la capitale francese, dove mi aspetta una settimana ricca di eventi e bella gente. Durante la mia permanenza in terra stranierà comparirà qualche aggiornamento ma per un ritorno in grande stile dovrete pazientare fino alla metà di questo mese. Ho deciso di sfruttare questa mia breve assenza per poter presentare ai miei lettori un netto miglioramento nelle prossime settimane perché, lo so, in questo blog c’é ancora molto lavoro da fare.
A tal proposito, proprio in questi giorni, ho messo le mani su un discreto numero di interessanti tutorial utili a chi, come la sottoscritta, si è affacciata solo da poco al magico mondo di WordPress e vuole capirne qualcosa di più. Ho deciso di stillare una piccola lista da condividere con voi, miei cari lettori, nel caso vi troviate nella mia stessa situazione.

Da Leggere
  1. Prima di tutto è bene sapere la differenza tra WordPress.ORG e WordPress.COM. Questo blog utilizza il secondo servizio.
  2. Questo post di Gretchen Louise andrebbe letto da chiunque si affacci per la prima volta a questa piattaforma.
  3. Fantastici consigli per un post perfetto in questo esauriente articolo di April Starr .
  4. Qualche suggerimento facile ma utile.
  5. Altri suggerimenti veloci ma abbastanza indispensabili.
  6. Firme personalizzate e altre cose carine.
  7. Qualche suggerimento per aumentare il vostro pubblico.
Cose da blogger

Do you Pinterest?

Chi di voi ha un account su Pinterest ? Io ce l’ho e ormai ne sono diventata dipendente. Ammetto di aver snobbato questa piattaforma per mesi,nonostante le insistenze di alcune conoscenze blogger a proposito di riprenderlo in mano e farne un uso sano e coscienzioso. Alla fine mi sono dovuta arrendere all’inevitabile e riscoprire la sua inesauribile versatilità.

Per chi non lo sapesse, Pinterest è un social network fondato nel nel 2010 dedicato alla condivisione di fotografie,video e immagini attraverso la creazione di bacheche personalizzate da parte dei suoi utenti. Wikipedia ci racconta la sua storia. Io vi confesso quanto ormai non riesca più a fare a meno di questo social network quando si tratta di ricerche per i miei progetti, visto che su Pinterest gli utenti condividono generosamente materiale di ogni tipo, dai tutorial fotografici a quelli di make-up, dalle palette di colore alle ricette di cucina. Basta armarsi di pazienza e navigare nella marea di cartelle che ti si presentano davanti ad ogni ricerca. Pratico e divertente.
Ma forse non tutti sanno che Pinterest è anche un ottimo modo per farsi conoscere in rete. Confesso di non essere una grande ammiratrice dei social networks, soprattutto dopo le recenti politiche di Facebook e Instagram, che mi hanno fatto un po’ perdere la fiducia in questo genere di sharing. Pinterest però si è rivelato una gradita sorpresa sotto questo punto di vista e anzi vi confesserò che molti dei miei lettori mi hanno ritrovata proprio grazie a questa piattaforma.

Sono curiosa di conoscere le vostre esperienze in merito e di scorprire le vostre coloratissime bacheche.

Vita da creativi

Brescia A Ritmo di Musica

festamusica01

 

Per anni ho creduto di essere nata e cresciuta in una città fantasma. Il problema di chi nasce e vive a Brescia è che si trova a fare i conti con una città che ha molto da offrire ma non riesce ad apprezzarsi. Come avrebbe detto una delle mie professoresse, ha le potenzialità ma non si applica. Credevo di essere l’unica a pensarla così ma di recente, confrontandomi con diversi miei concittadini, coetanei o più giovani, ho scoperto che questo mio disagiato pensiero era condiviso da tante altre persone. Per questi motivi non posso essere che contenta quando si vedono apparire in questa città iniziative interessanti e coinvolgenti, come nel caso della Festa della Musica, qualche settimana fa. Concedendomi una breve passeggiata in centro in compagnia di un’amica, mi ci sono letteralmente catapultata dentro, cercando di apprezzare quanto mi offriva, nonostante la mia magra cultura musicale.

festamusica02

C’è da dire che la manifestazione era interamente organizzata da volontari ,i quali hanno fatto un buon lavoro. Il programma proposto era vario ed interessante, l’atmosfera festosa e da quanto mi è parso di capire da alcuni scatti notturni, coinvolgente. C’è da dire anche un’altra cosa, ovvero che la sottoscritta ha trovato il tutto un po’ caotico. Interessante l’idea di voler spargere (nel senso letterale del termine) il programma per la città ma purtroppo questo ha reso più difficile seguire le proposte, visto che gli appuntamenti potevano trovarsi anche a diversi chilometri l’uno dall’altro,difficilmente raggiungibili in pochi minuti e io avevo solo poche ore a disposizione. Ad un’eventuale prossima edizione mi sentirei di raccomandare una logistica più ottimizzata, suddivisa in poche, ben servite aree principali, visto che l’evento dura una sola giornata, i mezzi pubblici di questa città non sono sempre rose e fiori e magari c’è chi ha piacere a scoprire diversi momenti di questo ricco programma.

Per chi non lo sapesse, la Festa della Musica è un’iniziativa internazionale. Per chi ci fosse stato, non vedo l’ora di sentire i vostri commenti al riguardo.

 

Cose da blogger

Operazione #osloswap

OsloSwap

Benvenuti a #osloswap

Giovedì scorso ho fatto una capatina a Milano,più precisamente ad un delizioso spazio chiamato Open, per partecipare al mio primo incontro con altri blogger nostrani. Accettando il gentile invito di Barbara, mi sono improvvisata inviata speciale e mi sono recata sul campo per scoprire di più sul progetto #osloswap, del quale vado cianciando in lungo e in largo nelle ultime settimane. Mi risulta difficoltoso racchiudere in un’unica esperienza quelli che sono stati due giorni di continue,fantastiche sorprese ma farò del mio meglio per rendere giustizia a tutto.

Il pubblico

Il pubblico.

Sonia descrive la serata nei minimi dettagli in questo splendido post. La sottoscritta ammette di aver fatto un po’ meno caso ai dettagli , avendo dovuto passare il suo tempo a destreggiarsi con la sua macchina fotografica nel bel mezzo di un nutrito numero di visitatori, invitati e curiosi che,radunati intorno al lungo tavolo di legno,andavano a formare un pubblico variegato,nel quale si potevano contare perfino dei bambini, un cane e un dinosauro.

Momenti di condivisione

Il dinosauro, in basso a destra.

La serata è stata impreziosita con la partecipazione di figure di tutto rispetto. Prima di tutto, la partecipazione di Elisabeth Ones, Direttore dell’Ente del Turismo Norvegese in Italia che, con il suo intervento, ha donato un contributo importante alla credibilità del progetto di Barbara e Davide. In differita, direttamente dalla Norvegia. si è unito anche il celebre musicista Aksel Kolstad, che ha composto ed eseguito un pezzo originale ad accompagnare l’eccellente presentazione video dei nostri amici Tec, con tanto di saluti finali da parte di questo incredibile artista. Presenti anche la blogger emiliana Mary Franzoni di Playground Around the Corner e Goo Bonhee, country manager del brand Youk Shim Won Italia, persone splendide la cui presenza, a mio parere, ha contribuito ha rendere la serata più ricca ed internazionale.

Barbara e Goo Bonhee

Barbara e Goo Bonhee

Parlavo di sorprese: poco prima del mio arrivo a Milano sono stata informata da Barbara che,per quella sera, al posto di occupare il suo divano, sarei stata ospite del (e dopo averci dormito posso dirlo!) favoloso Hotel de Ville di Monza. I miei lettori sanno che la mia famiglia ed io viaggiamo spesso e in realtà vanto una ragguardevole esperienza per quanto riguarda gli hotel storici, a causa della mia eterna fissazione con manieri vittoriani, libri antichi e castelli d’oltralpe. Tralasciando qualsiasi elogio,sarebbero innumerevoli ma questo non è un blog turistico, mi concedo un unico commento: una colazione così strepitosa credo di non averla mai vista. Insomma, ho passato due giornate piacevolissime tra un forte spirito di condivisione e grande professionalità.
Barbara e Davide sono riusciti a insegnarmi qualcosa d’importante: quando si ha un progetto è necessario crederci davvero. Bisogna saper osare, bisogna saper rinnovarsi ma soprattutto bisogna essere plausibili e professionali in quello in cui si crede perché se non si guadagna la fiducia di se stessi e degli altri ogni battaglia è persa in partenza. Una lezione importante per ogni creativo che si rispetti.

Cose da blogger

Blog Tour Ovvero 4 Domande A Una Blogger

Istruzioni per l’usoIl progetto presentato in questo articolo si chiama Blog Tour, nome scelto dalla sua creatrice, una blogger straniera, The Daydreamer’s Diary. Pur avendo lo stesso nome, questo progetto non ha nulla a che fare con un blog tour inteso in termini turistici, descritto in maniera esaustiva in questo ottimo articolo dall’esperta Federica Piersimoni . Puntualizzo questa precisazione perché alcuni dei miei lettori che,al contrario di me, frequentano assiduamente blogs di viaggi, hanno fatto confusione tra i due significati e purtroppo io stessa, essendo entrata solo recentemente nel mondo dei bloggers italiani , sono venuta a conoscenza di questa differenza pochissimi giorni fa. Grazie per l’attenzione.

 

A quelli che mi chiedono “ma tu,a fare la blogger,come ci sei finita?” rispondo con un nome: Decor8. Pur avendo un passato da blogger adolescente e cioè dopo aver tediato per alcuni anni,con alti e bassi,un potenziale pubblico di giovani appassionati quanto me d’animazione giapponese,problematiche scolastiche e deliri esistenziali giovanili, sono sempre stata una blogger discontinua,a cavallo tra la lingua italiana, quella inglese e un’infinità di argomenti di cui parlare. Poi mi è capitato che una conoscente mi segnalasse questi corsi, ai quali ho partecipato più volte e grazie ai quali ho conosciuto molte persone di paesi diversi,che mi hanno insegnato moltissime cose sui blogs, sulla creatività, sulla gente e su me stessa. Sono ancora in contatto con alcune di queste compagne di corso, come ad esempio Maureen di Mopheads ,che qualche settimana fa mi ha invitato a partecipare a un progetto internazionale chiamato Blog Tour.

Cosa è Blog Tour?

Si tratta di un questionario formato da quattro domande,alle quali il blogger chiamato in causa deve rispondere con sincerità,condividendo una sorta di dietro le quinte a proposito del proprio processo creativo. Dopo aver risposto alle domande il blogger deve nominare altri tre blogger, i quali a loro volta risponderanno alle quattro fatidiche domande. Semplice,no? Iniziamo.

  • A cosa sto lavorando in questo momento?

Questo blog è uno specchio del mio spazio creativo,quindi le loro novità vanno di pari passo. Questo giovedì parteciperò alla già citata #osloswap – #open4bloggers mentre tra meno di tre settimane sarò in partenza per la capitale francese,dove incontrerò l’artista contemporanea Mari Shimizu e il suo assistente Tomoya per una serie di emozionanti esperienze creative da condividere tra Italia e Giappone.

  • In quale modo il mio blog differisce da altri del suo genere?

Innanzitutto questo blog oscilla tra un diario personale ,una raccolta di esperienze creative rivolte a chiunque possano anche solo minimamente interessare e aneddoti dalla mia vita di creativa freelancer. In due parole: creatività e condivisione. E’ un blog di una creativa rivolto ad altri creativi ,dove racconto storie,condivido esperienze e riscopro me stessa attraverso i miei lettori.

  • Perché scrivo (questo blog)?

Se iniziassi dicendo “scrivere mi è sempre piaciuto” probabilmente non suonerei troppo originale e sorprenderei molti dei miei lettori,che mi conoscono esclusivamente attraverso le mie creazioni grafiche e fotografiche. Eppure da bambina e da adolescente ho sempre amato scrivere, ho tenuto decine di diari e ho scritto anche dei racconti che nessuno ha mai avuto la sfortuna di leggere. Credo che scrivere questo blog e condividere le mie esperienze di creativa sia un ottimo modo per avere sempre la possibilità di un confronto costruttivo con un pubblico variegato.

  • Come funziona il processo creativo dietro questo blog?

Quando realizzo i miei articoli,strano ma vero,parto dalle mie fotografie. Quando mi reco ad un evento, cerco di visitarlo attraverso l’occhio della mia macchina fotografica e tornata a casa visualizzo gli scatti e da lì ricostruisco i ricordi. Le parole seguono le immagini. Nonostante questa sorta d’improvvisazione, di recente mi sono abituata a fare una scaletta degli argomenti di cui desidero parlare perché mi accorgo che sono davvero tanti e rischio, senza una certa programmazione, di condividere solo un gran minestrone (e nemmeno di quelli con la pasta).

Credo che le mie risposte non siano delle più interessanti ma ho fatto del mio meglio. Il regolamento prevede che io inviti altri tre bloggers a partecipare a questa iniziativa. Ho qualche nome in mente ma non è mia abitudine tediare le persone quindi lascio la palla a voi lettori: i primi tre che accoglieranno il mio invito a questa survey lasciandomi un messaggio di conferma tra i commenti, saranno citati prossimamente in questo articolo appena mi sarà possibile aggiornare. Vi raccomando di allegare una piccola descrizione di voi e del vostro blog in modo che io possa farvi giustizia al momento della citazione. Buona continuazione e ricordate: creatività innanzitutto!