Carta Washi e Stampanti Casalinghe

Girovagando per la rete sono capitata sul sito della Awagami Factory, un’azienda giapponese specializzata nella produzione di carta washi. La chicca di quest’azienda è un tipo particolare di washi che può essere utilizzato per la stampa inkjet, ovvero con una qualsiasi stampante ad inchiostro vi ritroviate per casa. Vista la difficoltà di reperire simili supporti perfino in una tipografia, non ho esitato un secondo e mi sono fatta spedire da questa ditta una selezione di carte differenti tratte dal loro catalogo.  La risma contenuta nel mio ordine si chiama sample pack basic,contiene 13 fogli di formato A4, ognuno realizzato con un materiale e un tipo di lavorazione differente,come viene indicato a chiare lettere sul retro del pacchetto. Esiste anche una versione pack pro, lievemente più costosa, contenente 20 fogli di diversa tipologia e cioè ben sette in più rispetto alla versione più basic.
Lo staff giapponese si è premurato di segnalarmi l’unico punto vendita nel nostro paese,un negozio di fotografia di Cormano ,l’ Aproma Store. Non ho avuto ancora il piacere di avvalermi dei loro servizi ma vi consiglio di prenderlo in considerazione, quanto meno per evitare spiacevoli sorprese con la dogana, che ha tenuto sotto sequestro il pacchetto della sottoscritta per più di qualche giorno.
Immagino siate curiosi di vedere questo prodotto all’opera e sarà per me una vera gioia accontentarvi tra qualche giorno, quando potrò finalmente mettere mano al tutto. In questo periodo sono parecchio presa,si.
Nel frattempo questo video potrà regalarvi un’idea generale ma abbastanza completa, forse (anzi, sicuramente!) migliore di quanto potrei fare io. Buona visione.

Un cuore tra Italia e Giappone

Alla fine dell’estate è iniziato un progetto importante. Nella prestigiosa cornice di Palazzo Monti Della Corte, una residenza signorile situata nel cuore della Franciacorta medievale, ho iniziato a creare le prime scene di una storia di bambole, creata dalla sottoscritta come omaggio all’artista giapponese contemporanea Mari Shimizu. Di recente ho messo mano ai primi scatti e ho deciso di condividerne uno su questo blog, accompagnandolo ad una storia piuttosto curiosa che vi aiuterà a comprendere perché qui si parli tanto di Giappone. No, i manga per una volta non c’entrano nulla. State a sentire.

girl_dream

Da quella lontana primavera dei miei sedici anni, durante la quale mi recai in Giappone per la prima volta, sono tornata in visita almeno altre cinque. Durante questi viaggi ho avuto l’occasione di conoscere molti giapponesi e di coltivare amicizie che durano da anni. Le amicizie più profonde ,mi riferisco a quelle persone che sento spesso, vedo altrettanto e con le quali vado perfino in vacanza se le circostanze lo permettono, sono nate per merito di un reciproco interesse per l’Arte . Può sembrare strano ma perfino tra culture diverse un punto d’incontro lo si trova sempre quando si parla di cose belle: un quadro, un buon libro, un incantevole paesaggio visto dal finestrino del treno, un fiore dai colori delicati fotografato  in un giorno di primavera. Con i giapponesi a me piace parlare di cose belle perché ,quando sono interessati, le capiscono veramente e ti prestano la massima attenzione.
L’Italia è il paese dell’Arte, quindi tu che sei Italiana amerai senz’altro l’Arte! mi sono sentita dire più volte da questi amici giapponesi. Non ho mai avuto cuore di spiegare loro che si, io amo l’Arte, del resto l’ho studiata per tanti anni ma sul fatto che la gente di questo paese ami l’Arte, quella è un’altra storia. Vorrei trovare le parole giuste per poter spiegare loro che oggi, a questo paese, l’Arte non interessa: non nutriamo amore per il nostro patrimonio artistico, stiamo lasciando andare in rovina opere di bellezza ineguagliabile, perfino i libri di carta ci infastidiscono. Mi dispiace, vorrei dire loro, credete in un miraggio: questa non è più l’Italia delle cose belle, le abbiamo sepolte sotto chili di marciume, ignoranza e televisione spazzatura.
Il mio cuore, pur essendo italiano, resta un po’ in Giappone, tra quelle persone che ,pur appartenendo ad una cultura così distante dalla mia, mi hanno insegnato ad amare di più il mio paese e le bellezze che gli appartengono.

Lo Scienziato

Sono solita utilizzare il termine artista con parsimonia, conscia e perfino infastidita dell’abuso a cui è soggetto durante molte discussioni tra creativi. Di solito preferisco identificare un creativo con il giusto titolo: illustratore, pittore, fotografo e via discorrendo. Eppure non saprei trovare un termine più adatto per descrivere l’estro e il talento propri di Diego, Francesca e Nicola, un giovane gruppo di creativi che ho avuto il piacere di incontrare un paio d’anni fa, durante un evento locale di cultura giapponese e con i quali ho di recente iniziato una collaborazione per un progetto che sprizza creatività da tutti i pori.

Lo Scienziato

Al nostro primo meeting questi ragazzi arrivarono armati di schizzi e di una valanga d’idee. Entusiasmata dalla loro grinta, decisi di proporre loro un progetto fotografico nel quale questi personaggi potessero ritrovare una propria identità, una propria storia e un punto d’incontro con il mondo esterno. Lo scorso Giugno ha avuto luogo la prima tappa di quello che sarà un lungo progetto, che ci terrà compagnia per quasi un anno tra natura, stagioni, costumi antiquati ed eccentrici personaggi. Ancora non mi è chiara la reale direzione che in cui andrà questo progetto, le idee sono molte e continuano a moltiplicarsi. Di sicuro questi personaggi prenderanno presto vita ed entro la fine del prossimo anno si potrà perfino leggerne la storia.

Per ora mi limito a segnalarvi la pagina di Larimar, della quale la nostra Francesca fa parte e vi lascio con la speranza di potervi dare al più presto ulteriori notizie su questo progetto che mi ha stregato il cuore.

Trova Il Tuo Font!

Da quando ho scoperto Creative Live non posso più farne a meno. Si tratta di un sito americano dove vengono proposti periodicamente workshop gratuiti su diverse discipline e tematiche creative, come la fotografia o il graphic design. In questi giorni sto seguendo  un workshop dedicato alla creazione di loghi, Logo Design: Wordmarks di Michael Stinson. Nella chat room a disposizione degli studenti è già da qualche ora che gli studenti si scambiano consigli e informazioni a proposito di typeface. Uno studente ha deciso di condividere alcuni siti web  che possono aiutare un designer a trovare il font perfetto per il proprio progetto o a scoprire come si chiami un particolare carattere. Ho deciso di condividere questo piccolo elenco, nel caso possa tornarvi utile.

FONT IN USE

Interessante gruppo di discussione su Flickr.

Fount

State navigando un sito e volete scoprire quale font compare nella pagina davanti a voi? Questo sito vi aiuterà a scoprirlo, identificando non solo il nome del font ma anche diverse sue caratteristiche.

Identifont

Avete necessità di trovare un font particolare? Questo sito vi permette di trovare quello che cercate, includendo anche una ricerca per eventuali font simili come aspetto al font che state cercando, così da considerare diverse alternative.

TYPOPHILE

Per chi preferisce entrare nel vivo del discorso, ecco un forum in lingua inglese di esperti pronti ad aiutarvi nella ricerca del font perfetto.

What THE FONT!

Sezione del popolare archivio My Fonts che permette di identificare un particolare carattere direttamente da un’immagine.

Il mondo di Marta

Questa mattina vi racconto di un sabato pomeriggio in compagnia di tè, biscotti e deliziose signorine disegnate a pennarello.

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Queste settimane sono state fitte d’impegni: scadenze, decisioni importanti, corse dal commercialista e interminabili file alle poste. Sabato pomeriggio mi sono concessa una breve pausa da questo caos approfittando dell’invito di NOTES, un caratteristico negozio  del centro nel quale mi reco ogni tanto ad acquistare delicate composizioni floreali. Ritagliandomi un’oretta, ho fatto un salto alla presentazione del nuovo calendario di Marta Comini.

calendario

Ho conosciuto Marta un gelido inverno,alcuni anni fa, ad un mercatino natalizio organizzato da un museo locale. Quella Domenica, dopo due chiacchiere e un bicchiere di tè caldo, acquistai da lei un grazioso quadro raffigurante una dolce signorina realizzata a pennarello, collocata nel contesto di una fotografia street. Marta mi spiegò che si trattava di una Gamines, un personaggio proveniente da un modo di sua invenzione,fatto di fanciulle alla moda, allegre e piene di sentimenti positivi. Ricordo che l’idea mi piacque; in quel minestrone di gente cronicamente negativa con cui avevo avuto a che fare quasi tutti i giorni in quegli ultimi mesi, queste signorine , cariche di sentimenti positivi, furono un vero toccasana.

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Sono passati alcuni anni da questo primo incontro e sono stata felice di scoprire gli enormi progressi di Marta, che da quel piccolo stand è riuscita a raggiungere un notevole successo, fatto di disegni deliziosi, di un nutrito numero di fans, di interviste su famose riviste di moda e perfino di uno shop personale. Abbiamo chiacchierato, io e Marta, durante quest’ultimo incontro e la positività, il coraggio e la grinta di questa giovane designer bresciana mi hanno dato modo di riflettere di quanto valga la pena di combattere per un progetto nel quale credi veramente. Forse dico ovvietà ma al giorno d’oggi, in una situazione lavorativa che,per molti di noi, non è che un susseguirsi di porte chiuse in faccia , una piccola dose di fiducia in se stessi e di ottimismo può fare miracoli o, quanto meno, andarci vicino. Una lezione importante per ogni creativo che si rispetti e che abbia deciso di non rinunciare ad un futuro migliore.

Come Uccidere Un Blog

Secondo voi qual’è il modo migliore per uccidere un blog?
Questa settimana mi sono interrogata a questo proposito. Quando ritorni ad occuparti di un progetto che avevi lasciato in sospeso per molto tempo,finisci prima o poi con il farti un esame di coscienza . Scrivere un buon articolo non è mai semplice, capita di avere la mente ubriaca di mille idee che, messe su carta, finiscono per perdere il loro iniziale carisma e trasformarsi in un’accozzaglia priva di senso. Vi siete già trovati in questa situazione? Se la risposta è sì, potrà forse interessarvi questa piccola lista di atteggiamenti che, se evitati,vi faranno guadagnare lettori o quantomeno non vi faranno perdere quelli che già avete. Ovviamente scrivo per esperienza personale…o quasi.

netiquette,questa sconosciuta

Ho voluto mettere questo punto al primo posto perché credo non se ne parli mai abbastanza.  Forse alcuni di voi non sanno che nel lontano Ottobre 1995 nacque un elenco di regole di comportamento corrette da tenere in rete , meglio note come netiquette . Conoscerlo e rispettarlo può aiutarvi a comprendere il modo migliore per presentarvi e interagire nella rete e nei vostri blog. Nel caso siate dei troll, tutto questo potrebbe non interessarvi.

negativita’ a palate

Anni fa andavano molto di moda alcuni blog dalla personalità decadente dove, tra immagini manga e colori dark, si sciorinavano articoli su articoli a proposito di quanto fosse brutta la vita, di quanto fosse ingiusto il mondo o di quanto fosse antipatico il compagno di banco. Per lungo tempo ho potuto constatare come la maggior parte dei lettori di questo tipo di blog fosse gente tutt’altro che empatica, per lo più interessata a farsi quattro risate alle spalle delle crisi adolescenziali altrui. Al giorno d’oggi i blog pieni di negatività gratuita suscitano un certo fastidio. Immagino sia come leggere al mattino una miriade di catastrofi variopinte in prima pagina: sgradevole. Un blog con un atteggiamento positivo migliora l’umore e la giornata, provare per credere.

sindorme da Soap Opera

Un proverbio brasiliano sostiene che i panni sporchi si lavano in casa. E’ probabile che invece li vogliate lavare dal tabaccaio dell’angolo o fuori in giardino ma in ogni caso vi sconsiglio vivamente di provare a volerli lavare nelle pagine dei vostri blog. Drammi, interrogativi esistenziali e continue lamentele di solito fanno fuggire i lettori a gambe levate, a meno che non sappiate presentare il tutto nella maniera più adeguata. E anche in quel caso…

belli con il lavoro degli altri

Ho iniziato a navigare la rete nel fiore della mia avventurosa adolescenza. Da allora sono passati quindici anni e continuo ad incontrare migliaia di utenti terrorizzati che qualche malintenzionato possa rubare il loro lavoro e farlo passare per proprio. Purtroppo succede e anche con una certa frequenza. Evitate di imitare questo atteggiamento oltremodo scorretto se desiderate essere belli, irripetibili e unici ma soprattutto se non volete fare brutta figura e magari rischiare qualche denuncia.

E ora la parola ai lettori. Quali atteggiamenti consigliereste di evitare a tutti i costi in un blog?  Sono curiosa di conoscere il vostro punto di vista. Lasciatemelo qui sotto con un commento!

5 Letture Creative da Graphic Designer

Oggi ho una confessione da farvi: questo mese mi sono data allo shopping sfrenato da libreria. Riscoprire negozi come  book depository, ovvero colmi di libri a buon prezzo, accompagnati da un allettante servizio di spedizione gratuita non è mai un bene per il proprio portafogli. Però ci sono dei momenti dove senti il bisogno di dover acquistare dei libri nuovi,nonostante le tue librerie stiano per esplodere, anche solo per il piacere di leggere. Del resto c’è chi riempie gli armadi di vestiti, chi riempie la trousse di ombretti, chi invece preferisce affogare tra una marea di libri dalla copertina coloratissima e accattivante. In ogni caso sono riuscita,in rete e in alcune librerie di settore, ad impadronirmi di alcune ottime letture creative e ho pensato di parlarvene qui,visto che il Natale è ormai alle porte e tra non molto inizierà la caccia ai regali. Quali sono questi libri?

 

Titolo : 100 Ideas That Changed Graphic Design.
Autore : Steven Heller,Véronique Vienne.
Casa Editrice :Laurence King Pub.
Pagine: 216.
Lingua : Inglese.
Parla di : 100 idee che hanno fatto la storia del Graphic Design, presentate in ordine cronlogico attraverso grandi pagine a colori. Si parla di un po’ di tutto: tecniche, stili, materiali.
Considerazioni : un ottimo testo per chi cerca ispirazione per i propri lavori. Sono presentate moltissime soluzioni grafiche, spiegate in maniera esaustiva tramite schede di testo e immagini d’esempio. Questo libro riporta anche un po’ di notizie a proposito della storia del Graphic Design, che non fa mai male conoscere!

Titolo : Colore. Una biografia. Tra arte storia e chimica, la bellezza e i misteri del mondo del colore.
Autore : Philip Ball.
Casa Editrice :BUR Rizzoli.
Pagine: 378.
Lingua : Italiano.
Parla di : un esauriente saggio sulla scienza e la storia del colore e le sue applicazioni in campo artistico.
Considerazioni : pescato tra gli scaffali della libreria Rizzoli di Milano, questo testo si sta rivelando una lettura piacevole, adatta a chi, come me, ama i colori. Le informazioni sono innumerevoli, sia di carattere storico che scientifico  e mi sento di consigliarlo a tutti coloro che vogliono sapere tutto o quasi sul colore.

Titolo : Kawaii!: Japan’s Culture of Cute.
Autore :Manami Okazaki, Geoff Johnson.
Casa Editrice :PRESTEL.
Pagine: 224.
Lingua : Inglese.
Parla di : questo libro a colori ripercorre in maniera esauriente la storia del kawaii dal significato del termine stesso alla sua storia in terra giapponese e straniera, attraverso interessanti interviste ai più popolari artisti di questa sottocultura nipponica.
Considerazioni : un ottimo libro rivolto a chiunque ami tutto ciò che è carino, si tratti di moda, fumetto giapponese , cibo o mascotte. Un testo davvero completo con moltissime informazioni sull’evoluzione di questo stile, dai primi del novecento fino a oggi, interviste ad artisti del genere, perfino alcune pagine dedicate agli eventi del settore e al cibo ispirato a questa tematica. Inutile dire che l’ho adorato!

Titolo : Know Your Onions Graphic Design: How to Think Like a Creative, Act Like a Businessman and Design Like a God.
AutoreDrew de Soto.
Casa Editrice :BIS Publishers.
Pagine: 208.
Lingua : Inglese.
Parla di : un manuale dal linguaggio simpatico ed irriverente che spiega come diventare professionisti del settore senza farsi venire dei grandi mal di testa. Questo testo non copre solamente gli aspetti tecnici, come la tipografia o la stampa ma si sofferma a discutere anche aspetti più umani del lavoro del graphic designer, come generare idee, tenere un meeting o affrontare un cliente particolarmente molesto.
Considerazioni : un libro ricco d’informazioni per lo studente e il professionista del graphic design che tuttavia non risulta pesante grazie al linguaggio ironico con il quale l’autore argomenta il suo punto di vista. Ideale per chi vuole imparare molte informazioni senza stufarsi durante la lettura!

Titolo : Wabi-sabi per artisti, designer, poeti e filosofi.
Autore : Leonard Koren.
Casa Editrice :Ponte delle Grazie.
Pagine: 94.
Lingua : Italiano.
Parla di : un saggio di semplice comprensione per avvicinarsi alla filosofia del Wabi-sabi e alle sue applicazioni in campo creativo e artistico.
Considerazioni : un libro che consiglio in modo particolare a tutti i creativi che nutrono interesse per la cultura e la filosofia giapponese e desiderano avvicinarsi all’estetica orientale. I graphic designer apprezzeranno il confronto con un punto di vista differente dal solito.

Design Italiano per Cavalli e Cavalieri

Questo Sabato un amico mi ha gentilmente invitata alla celebre Fieracavalli di Verona,nella quale non mettevo piede ormai da dieci anni,ovvero da quando avevo deciso di prendermi una lunga pausa dall’equitazione, sport che ho praticato a livello agonistico fin da piccina. Da questo appuntamento, al quale mi sono recata  per curiosità e  desiderio di immortalare qualche scatto equestre, mi aspettavo tutto tranne che di scoprire un angolo dedicato proprio all’Arte e al Design. Ora vi racconto.

Fieracavalli è una manifestazione di proporzioni gigantesche dedicata, come suggerisce il nome, a cavalli e cavalieri. Ogni autunno viene riproposta presso il famoso Centro Fiere di Verona il quale, per mia fortuna, non dista nemmeno troppo lontano dalla mia città. Se amate i cavalli e magari apprezzate anche dedicargli qualche scatto, vi consiglio di concedere a questo evento un’occasione. Il programma è piuttosto ricco e copre a 360° ogni sfaccettatura del mondo equestre, un’ottima occasione per realizzare qualche scatto un po’ speciale, seguendo l’esempio del mio carissimo compagno d’avventura.

Quello che forse molti di noi non sanno è che a questa manifestazione sono presenti anche numerosi spunti per noi creativi, con aree dedicate alla fotografia, all’arte e al design a tema equestre. Ovviamente non manca nemmeno un’area dedicata al fashion design equestre e la sottoscritta è rimasta conquistata dalle straordinarie e lussuose creazioni di Miasuki, un marchio nostrano di alta moda dedicato ad amazzoni e cavalieri . Dopo anni d’assenza dal mondo dell’equitazione e con affettuosi ricordi legati alle mie giacche blu da gara ,che ancora conservo nell’armadio, entrare in questo nuovo mondo è stata una vera sorpresa! Il concept di questo brand è davvero interessante, una combinazione di tradizione di tessuti italiani intrecciati alle ultime innovazioni tecnologiche che ai miei tempi non ci saremmo mai sognate.E’ soddisfacente vedere come il design si ricordi, ogni tanto, di essere non solo dilettevole, ma anche utile!